Introduzione in:

Arthur Engelbert

Realtà e finzione - Realität und Fiktion, page 13 - 18

Il mondo di Nino Indaimo - Die Welt des Nino Indaimo

1. Edition 2017, ISBN print: 978-3-8288-3855-0, ISBN online: 978-3-8288-6585-3, https://doi.org/10.5771/9783828865853-13

Tectum, Baden-Baden
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13 INTRODUZIONE Questo libro parla d’incontri che cambiano il corso normale delle cose. Tale scontro non capita spesso nella nostra vita. Sono momenti unici. Tutto comincia in maniera molto banale. S’incontra qualcuno e all‘improvviso tutto è diverso da prima. In fondo, questo può accadere in strada o in qualsiasi altro luogo. Un passante cammina velocemente. Dove sarà diretto? Cosa gli mette tanta fretta? E da un momento all’altro la situazione cambia. Non sono forse io? Ma come può essere? Assomiglio cosi tanto a questo passante? Ma stiamo parlando di aspetto esteriore? O è piuttosto un legame interiore? Nessuno avrebbe confuso Nino con me. Siamo troppo diversi. Fisicamente non ci assomigliamo per nulla. E poi lui parla italiano. Io tedesco. Veniamo da due culture lontane. In alcuni momenti tuttavia, traspare una certa somiglianza. E in questi particolari momenti ci somigliamo molto, ma rimaniamo pur sempre noi stessi. Se due di questi momenti coincidono, allora facciamo confusione. Poi si sovrappongono due momenti. Un altro ancora cancella la propria linea vitale. E noi rimaniamo, dove esso è rimasto. E in questi momenti, che passano così in fretta, viene determinata la nostra 14 esistenza. Ho ancora una foto di questo incontro. Osservo la foto, riconosco Nino. Se ne sta sul palco e fa un annuncio. Nella foto non mi si vede, perché l’ho fatta io. Mi trovo di fronte al palco ed ascolto, ma non capisco nulla, perché Nino parla italiano. Non ho ancora imparato correttamente la lingua. Io sto proprio, dove Nino si trova. Riviviamo in degli scatti fotografici. La macchina fotografica è la nostra migliore amica. Guarda con noi l’angolatura. C‘è qualcuno che fa esattamente quello che vuoi fare tu, ma in maniera differente. La visione della vita che abbiamo Nino ed io, è molto contrastante. Stiamo per un momento nel posto in cui l‘altro si sofferma. Ed è proprio in questo momento che è afferrabile il segreto della vita. Non possiamo prendere il posto di un’altra persona, ma condividiamo un compito simile. Perché assumiamo una posizione simile. Sappiamo che non c‘è molto da dire. Ma questo incontro rivela che stiamo perseguendo qualcosa in comune. E già nell’istante successivo, siamo nuovamente alle prese con noi stessi. Questo incontro ci costringe a riconoscere la differenza, che in realtà non esiste. Ci avviciniamo perché’ sappiamo di avere valori ed interessi simili. Anche se Nino è un ballerino ed io un autore, stiamo lavorando sulle stesse Idee d’interculturalità. Trasportiamo le nostre canzoni e storie da un paese all‘altro e con ciò scopriamo qual è il nostro posto. Le passeggiate 15 da un luogo all‘altro ci portano indietro alle nostre origini. Questi brevi e brillanti punti di vista sono incluse nel primo incontro tra due persone e se dalla prima volta si sviluppa un interesse reciproco, questi, si ripetono nel tempo. Siamo in grado di capire noi stessi solo per vie traverse. Abbiamo bisogno degli altri che ci sostengano lo specchio. Posso anche guardare l‘immagine e vedere come la nostra amicizia è cominciata. Ma che cosa s’intende con la parola “amicizia”? La mia risposta è che c‘è una leggibilità comune delle differenze, che non scegliamo quando dobbiamo progettare le nostre vite. Dato è impossibile saltare dal proprio io verso la trasformazione, risolviamo per un attimo tutta la durata del nastro. In questi momenti c’è un‘idea di una possibile trasformazione. Perché potrei fare le stesse cose che fa Nino. Ciò che siamo e come agiamo, ognuno è responsabile del suo modo. Ci differenziamo sul modulo. Ma cerchiamo nel nostro lavoro la trasformazione. Ciò non è solo dovuto alle nostre mani, ma al presente, in cui viviamo. Per rendere più chiara la prospettiva, che si trova nel primo incontro, ho descritto con parole mie la fantastica vita di Nino. Riconosco la realtà che progredisce di momento in momento, ma cerco anche la finzione, che può presentarsi da un momento all‘altro. Così metto assieme realtà e finzione e racconto un‘altra storia su Nino. Forse in realtà è la mia storia. Ma questo non importa. Perché in tal modo, Nino 16 guadagna un contorno poetico, agli occhi dei lettori per i quali è scritto questo libro. Per far si che il profilo di una persona sia chiaro, ho applicato il motivo di questa riunione e le sue conseguenze a due situazioni differenti. Due favole completano le tecniche di divulgazione che ho appena citato. Sulla base di queste storie di animali si semplifica la questione sull’identità. Poiché questi animali umanizzati mostrano come può essere fatto il processo di dissoluzione della forma. Gli animali non solo prendono il nostro posto nelle favole e parlano come noi, ma hanno anche l‘obbligo di fornire al nostro posto delle risposte alle grandi domande dei nostri tempi. Anche l‘uguaglianza a se stessi è inesorabile, perché è fissata in modo permanente, la trasformazione ci da la possibilità di recidere questo legame. Anche se nella realtà ciò non è possibile, perché le condizioni fisiche nelle quali vivono gli esseri viventi sono già stabilite, si possono però porre delle trasformazioni usando la propria immaginazione. Per me il palco è un supporto, che mi fa vedere cosa può essere visto nella foto del nostro primo incontro. Nelle favole posso pensare a ciò che voglio portare sul palco. Posso impostare luoghi ed assumere un determinato atteggiamento. In breve, sono libero come autore. Creo favole che sono esempi didattici di narrativa. Il lato immaginario vince contro il 17 lato reale e ne prende il sopravvento. Così posso tornare e preparato ad accettare l‘idea della trasformazione di agire per noi gli animali. Gli animali presenti in entrambe le fiabe, non vogliono trasformare il cambiamento della possibilità dell‘impossibilità. Come autore rivelo come faccio a tracciare la storia di me e Nino in un modo completamente diverso. Cosi lascio il nostro incontro e cerco di dare forma alle idee, ultimamente sono state scritte nel nostro immaginario reale e fittizio.

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Zusammenfassung

Dieses Buch handelt von Begegnungen, die die gewohnte Lebensbahn verändern. Das kann auf der Straße, im Grunde genommen überall geschehen. Ein Passant geht eiligen Schrittes vorüber. Wo will er hin? Was hat er Dringliches zu tun? Und dann kippt von einem Moment zum nächsten die Situation. Bin ich das nicht selbst? Niemand würde Nino mit mir verwechseln. Wir sind zu verschieden. Sehen ganz anders aus. Er spricht italienisch. Ich deutsch. Wir kommen aus zwei unterschiedlichen Kulturen. Dennoch geschieht von Augenblick zu Augenblick etwas Ähnliches. Obwohl Nino Tänzer ist und ich ein Autor bin, arbeiten wir an den gleichen, unsere Kultur übergreifenden Ideen. Wir transportieren unsere Lieder und Geschichten von einem Land ins andere und entdecken dabei, wo unser Platz ist. Verstehen können wir uns selbst nur auf Umwegen. Wir brauchen den anderen, der uns den Spiegel vorhält.